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Fondo Carletti Elio

Elio Carletti (Rimini 25 novembre 1945 - Bologna 29 aprile 2020) è stato avvocato e docente universitario. Iscrittosi alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo bolognese nel 1964, aderì al Movimento studentesco a partire dal 1967, anno della prima occupazione della facoltà di Giurisprudenza; nel 1969 entrò in Potere operaio e partecipò a Torino alle lotte operaie dell’autunno caldo. Assegnista presso la cattedra di Diritto penale dell’Università di Bologna, proseguì il suo impegno politico  partecipando alle lotte dei precari che nel 1977 animarono l’ateneo di Bologna. Nella notte dell’11 marzo 1977 fu incaricato dal Collettivo Politico Giuridico di accompagnare, assieme alla avvocata Maria Virgilio, il fotografo Piero (Bubu) Casadei per fotografare i fori dei proiettili sparati dalle forze dell’ordine in via Mascarella nello scontro in cui perse quel giorno la vita Francesco Lorusso. (La foto che ritrae Elio Carletti fu scattata dal fotografo Piero Casadei nel suo laboratorio alle h. 1,30 del 12 marzo 1977)

Il far parte della Scuola Penalistica Bolognese che si era costituita attorno alla figura  di Franco Bricola, con il quale si laureò, gli consentì di trasferire sul piano del diritto la sua passione politica. La scuola bolognese lavorava in quegli anni alla costruzione di un nuovo diritto penale capace di recepire le trasformazioni in atto nella società; la rivista La Questione criminale, fondata nel 1975 e a cui collaborò, ne fu  l’espressione. Grazie ai rapporti internazionali intessuti dalla scuola, Elio Carletti si legò dal 1974 al gruppo dei giuristi francesi che  avevano fondato nel 1973 la rivista Actes. Cahiers d’action juridique bimestriels, luogo di elaborazione di un diritto militante che avrebbe dovuto sostituirsi al formalismo della cultura giuridica  tradizionale. Al loro fiancò si occupò  nel 1977 dei rifugiati che lasciarono l’Italia alla fine del movimento del ’77. (La seconda foto riprende Elio Carletti mentre sfila in un corteo a Parigi nel giugno 1977 assieme a Patrizia Faccioli, ricercatrice di sociologia ed ex-militante di Potere operaio). In quello stesso anno una parte del gruppo di Acts fondò Déviance et société, rivista di impianto più accademico, del cui comitato scientifico Elio Carletti fece parte assieme ad Alessandro Baratta e Franco Bricola. I rapporti con la Francia proseguirono negli anni successivi e dal 2008 al 2016 tenne un corso di Diritto penale italiano presso l’Università di Nanterre, nel quadro delle lauree congiunte tra quell’università e la facoltà di Giurisprudenza di Bologna.

Lasciatosi alle spalle dopo il 1977 la politica attiva, Elio Carletti non smise di interessarsi alla realtà dei movimenti, come dimostra la sua collezione di manifesti, iniziata nel 1967 e conclusasi nel 1987. Docente di diritto penale commerciale nell’ateneo bolognese, si dedicò con passione alla formazione dei giovani giuristi esercitando con altrettanta dedizione la professione forense. Come avvocato scelse di esercitare nel campo del diritto commerciale, specializzandosi nel diritto delle società. Quella scelta, come è stato osservato nel convegno “Il diritto penale che fu fallimentare”, che l’Associazione Franco Bricola gli ha dedicato a un anno dalla morte, è stata solo apparentemente in contraddizione con la sua storia. Egli è stato infatti capace di trasferire in un settore giuridico così tecnico quale è il diritto commerciale, quella passione politica  che lo ha accompagnato per tutta la vita, dando luogo a un felice connubio.
L’impegno ha contraddistinto anche l’altro grande amore della sua vita, il mare.  Impegno sportivo nella vela, praticata dall’adolescenza anche a livello agonistico, e impegno nel diritto dello sport. Dal 1984 al 2001 è stato membro e poi presidente della Commissione disciplinare della Federazione italiana della vela; dal 2001 al 2014 è stato il Procuratore federale della FIV; dal 2015 è stato membro della Commissione Federale di Garanzia.

                                                                                           Maria Malatesta

 

Questo progetto è stato realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura.